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Corridoio Vasariano

Presentarsi agli Uffizi dopo una due giorni podistica di circa 50 km. non è molto semplice, perché per ammirare ed apprezzare certe opere d’arte bisogna essere lucidi e riposati. Per il sottoscritto non era la prima volta alla Galleria degli Uffizi e forse per questa mia “familiarità” mi sono preso delle licenze supplementari. Entriamo con la bravissima guida all’interno della stanza di Giotto e sono ancora in condizioni accettabili, nella stanza di Leonardo da Vinci inizio ad avere i primi segni di cedimento che si manifestano nella sua totale tragicità, quando arriviamo nella stanza del Botticelli, dove una volta seduto ascolto tutte le spiegazioni senza mai alzarmi. Il riposino sembra avere sul mio corpo un effetto rigenerante e quando entriamo nel Corridoio Vasariano l’adrenalina è al massimo. E’ la mia prima volta. Da moltissimi anni cullavo questo desiderio e d’incanto la stanchezza sembra scomparsa ed infatti affronto i quasi 1.000 metri del Corridoio concentrato e felice. Quando siamo nel tratto che sovrasta il Pontevecchio per intenderci quello conserva la più alta concentrazione di autoritratti al mondo, ho come la sensazione di essere osservato da tutti quei quadri, tutti quegli occhi che da centinaia e centinaia d’anni stanno appesi a quelle pareti e che magari ci giudicano nei nostri atteggiamenti e nei nostri vizi. Chissà cosa avranno pensato di me…..”guarda quel bischero che si massacra le gambe a corre!” In conclusione è stata un’esperienza unica in uno dei posti più belli del mondo, che sicuramente ripeterò, anche se sembra che per qualche anno il Corridoio Vasariano rimarrà chiuso per restauri e forse ce n’è bisogno, visto che l’impianto d’illuminazione (per fare un esempio) lascia alquanto a desiderare. Ironia della sorte torno a casa ed il libro che sto leggendo di Flavio Caroli “Tutti i volti dell’Arte” parla proprio dei Medici e del Corridoio Vasariano con un accenno anche ai 46 autoritratti che in vita Rembrandt ha dipinto. Sabato prossimo a Roma si replica con l’arte alla mostra del Caravaggio, ma questa volta la corsa viene dopo e sicuramente sarò più lucido. Un grazie agli amici dell’Associazione Marginalia. Bravi!!!

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